Tensione e scrosci temporo-mandibolari, dolore cervicale: di cosa si tratta?

ORIGINE DEI SINTOMI
Questi sintomi sono indice di “disordini” a carico del sistema muscoloscheletrico CRANIO-MANDIBOLARE, spesso figli di compensazioni anche distanti dall’area temporo-mandibolare.
Il dolore alla mandibola, localizzato in genere vicino all’orecchio ed esacerbato da stimoli come la masticazione o l’apertura della bocca, con relativa limitazione del range dei movimenti e a volte presenza di rumori come scrosci o “click”, può associarsi di frequente a un quadro sindromico comprendente cervicalgia, vertigini, cefalee e acufeni.
L’insorgenza di questi disturbi (se non risulta una storia di traumi) non sempre si associa ad una causa precisa. Condizioni che possono favorirne l’innesco includono sedute di ortodonzia complesse e lunghe (anche estrazioni dentali cruente), bruxismo, malocclusioni o tensioni più globali nel sistema cranio-sacrale o nel corpo nel suo complesso.
Il bruxismo ad esempio, che è caratterizzato da una contrazione involontaria e ripetuta della muscolatura masticatoria durante il sonno o da svegli, riconosce diverse cause ma spesso ha alla base una condizione cronica di stress e di conseguenza uno scarso adattamento ad esso.
Come si riscontrano i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e come affrontarli
L’osteopata è guidato dall’anamnesi e dall’esame obiettivo e palpatorio, e proprio per la variabilità delle cause che possono favorirli, questi disturbi potranno essere gestiti con diversi trattamenti conservativi. In tal senso un ruolo importante lo avrà proprio l’OSTEOPATIA, che ricerca nell’individuo le molteplici interferenze che possono aver messo in difficoltà il complesso ATM (= articolazione temporo-mandibolare), e attraverso tecniche manuali cerca di riequilibrare la muscolatura dell’area (inibendo quella sovraccaricata) e di ridare piena mobilità all’articolazione e al complesso cranio-cervicale (con conseguente riduzione di sintomi quali cefalee, dolori cervicali, vertigini ecc.).
A questo intervento sarebbe utile associare metodiche in grado di aiutare l’organismo a gestire lo stress o di ridurlo, consigliando al paziente discipline come la mindfulness, la meditazione, lo yoga e l’attività fisica in senso lato.
Solo nei casi in cui la storia della persona indicasse un pregresso di traumi facciali, cervicali, importanti malocclusioni o alterazioni morfologiche temporo-mandibolari, può essere necessario integrare il trattamento con quello ortodontico e farmacologico (es byte…), in una costante sinergia e collaborazione fra le figure professionali coinvolte nel piano di cura del paziente.